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IL GAZZETTINO - Domenica, 16 Marzo 2003

L'ispezione della Regione nel territorio su cui insistono due progetti per altrettanti impianti
Centrali: pesano quelle 20.000 firme
Appartengono a cittadini che si dicono disposti anche a non andare più alle urne per votare

Arzignano
«È importante che le istituzioni vadano nel territorio per rendersi conto e farsi carico delle prerogative. Vi porto l'attenzione della Regione Veneto e la volontà del consiglio regionale, già espressa del resto con la votazione della mozione contro le centrali dello scorso 30 luglio».

Queste le parole pronunciate dal presidente della settima commissione Maurizio Conte, ribadite anche dal vice-presidente Francesco Adami, che con altri commissari, consiglieri regionali e provinciali, hanno ispezionato venerdì, su invito del sen. Paolo Franco, il territorio ove insistono due progetti per la costruzione di altrettante centrali. L'impressione avuta è quella che nessuno dei visitatori, provenienti un po' da tutto il Veneto, immaginasse una realtà del genere. Il tour infatti si è spostato dall'uno all'altro dei siti ipotizzati per le centrali, il primo a confine con la frazione di Tezze ad Arzignano, il secondo a confine con il comune di Montorso Vicentino, passando per l'impianto di compostaggio, l'impianto di trattamento, "un po'" di discariche per rifiuti industriali, "un po'" di discariche per rifiuti solidi che urbani, "un po'" di concerie, tra odori, rumori, smog, polveri e tanto tanto traffico veicolare, soprattutto pesante. L'insistenza dei comitati che da tempo richiedevano una visita in loco, forse è stata davvero compresa venerdì sera. E certamente nessun può (se mai l'aveva fatto prima) addebitare ad un semplice fattore emotivo il movimento popolare di protesta che ha raggiunto, come dato ultimo significativo, la quota di 20.000 firme di persone pronte a non recarsi più alle urne a votare. E questa gente non è solo di Montecchio o Arzignano o Montorso, ma anche da Villaga , Barbarano, Campiglia, Torreglia, Pressana, Sossano, San Bonifacio ecc. Durante l'incontro pubblico -sala piena- che si è svolto in serata all'Hotel Castagna, i rappresentanti hanno avuto modo di fare delle domande, e molti sono stati gli argomenti trattati. Ad esempio sono emerse le grosse lacune del progetto in cui l'impatto termico non è mai stato affrontato; manca un piano di tutela del territorio, da parte della Regione che metta dei vincoli e dei controlli in modo che i privati non possano "infilarsi". Una Regione che diventi quindi promotrice, e non che debba corre dietro alle emergenze! Bisogna puntare ad uno sviluppo sostenibile, ma cosa significa questo vocabolo? E poi ancora: quando finirà questa storia? E' stato chiarito che contro le proroghe la Regione nulla può fare, vengono concesse dal Ministero dell'Ambiente, ma è stato anche una volta per tutte sancito che la decisione finale sulle centrali spetta alla Giunta regionale del Veneto. Netta è stata poi la presa di posizione per quanto riguarda l'impianto di dissalaggio, fatto passare come una compensazione. «È sacrosanta e legittima la richiesta dei comuni a valle dei depuratori, la qualità dell'acqua è pessima e bisogna porre dei rimedi con tutte le soluzioni tecniche possibili, compreso un impianto di dissalaggio meglio ancora un sistema integrato di interventi che incidano su tutti i momenti del processo produttivo della concia e non solo alla fine. Sì dunque al disinquinamento delle acque, ma senza centrale. Al posto delle compensazioni vogliamo e sosteniamo il miglioramento dello stato esistente. E lo stesso concetto vale anche per la qualità dell'aria». Lo ha dichiarato un rappresentante del coordinamento dei comitati, Claudio Meggiolaro, che alla fine ha posto un quesito: «Visto che l'Euganea insiste, qualcuno che la supporta e le dà speranze c'è. A chi dobbiamo portare le 20.000 firme raccolte con impegno a restituire il certificato elettorale?».

Paola Frighetto

 

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Ultimo aggiornamento: 01-04-03         Powered by Nuova Informatica