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Da "Il Mattino di Padova" del 3-10-2002

Parla il presidente dell'Associazione industriali di Vicenza Ziche:

 «Il modello veneto ora non è più sostenibile»

VICENZA. Non si chiama fuori dinanzi alla sfida che il sondaggio da lui commissionato pone a una delle maggiori associazioni provinciali di Confindustria. Valentino Ziche, 64 anni, industriale tessile e presidente di Assindustria Vicenza, ammette senza remore che «il modello veneto che abbiamo applicato finora non è più sostenibile». E chiama il sistema delle associazioni di categoria a riflettere «su un nuovo modello, più intelligente e capace di rimediare agli errori del passato».
L'attitudine all'autocritica non fa difetto a Ziche. Ma tiene ugualmente a sottolineare che appunto la presenza di scarse regole ha permesso lo sviluppo «tumultuoso e disordinato», ma anche «fantastico per le performances registrate», che ha caratterizzato il rapidissimo passaggio dal Veneto contadino al Veneto guardato con meraviglia dal mondo come esempio di imprenditoria diffusa e flessibile. Dei traguardi raggiunti il presidente degli industriali vicentini mena comprensibilmente vanto. A questo punto convoca però colleghe e sindacati, politica e intellettuali a ragionare sul futuro. C'è da chiarire alla società, in modo particolare, il nesso che può esservi fra la delocalizzazione produttiva e la penuria di risorse primarie del Nordest (territorio, manodopera, capacità competitiva sulle lavorazioni a basso contenuto innovativo). «Non abbiamo comunicato in modo corretto - dice ancora Ziche - che la delocalizzazione di parte delle lavorazioni non implica un abbandono, ma un potenziamento delle opportunità. Nel mio caso, industriale attivo nel settore tessile, si tratta addirittura di una scelta di sopravvivenza, poiché altrimenti saremmo al capolinea. Lo spostamento a Est non è sintomo di egoismo, ma volontà di rendere più forte il gruppo originario e valorizzare nelle operazioni più qualificate la manodopera veneta. Qui resterà sempre il quartier generale».
L'allungamento dei distretti industriali oltre confine, nella lettura di Ziche, può essere anche una risposta alla carenza nel Veneto di ulteriori zone da destinare all'apparato produttivo. Ma come sta questa posizione rispetto alla richiesta avanzata da industriali e artigiani di milioni di metri cubi di nuovi capannoni? «E' tutto da dimostrare che vi siano davvero gli spazi per un'ulteriore crescita quantitativa - risponde Ziche - e la classe politica deve prendersi le proprie responsabilità e pianificare davvero».
 

 

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Ultimo aggiornamento: 08-10-02         Powered by Nuova Informatica