|
Devo dire che questa lettera un pò mi ha colpito. Ma
come? Noi siamo qui impegnati a portare avanti in perfetta buona fede
un’indagine sul nostro territorio al solo scopo di verificare - anche su
espressa sollecitazione di tante persone, di tanti lettori - che cosa stia
succedendo in materia ambientale (e di cose a quanto pare ne succedono) da
qualche mese a questa parte nell’area bassovicentina e veniamo attaccati per via
di un fotomontaggio, quali mistificatori della realtà, quali erogatori di
pregiudizievole informazione! Un fotomontaggio realizzato al solo scopo di dare
risalto all’argomento, all’inchiesta.
Ma come si possono scrivere impunemente cose del genere? Accusarci di far
sensazionalismo: ma quando? ma dove? Tuttavia devo, a ben vedere, ringraziare il
Sindaco Padrin per il Suo contributo alla nostra causa, la salvaguardia
dell’ambiente, che é poi quella di tantissimi bassovicentini di buona volontà.
Se, infatti, in prima battuta avevo pensato di non fare alcuna rettifica, così
come pretesa con tanta arroganza, ciò che avrebbe potuto sembrare un mio
cedimento di fronte alle perentorie e intimidatorie parole scritte, poi ho
invece considerato meglio la fotografia propostami. E qui devo dare atto al
signor Sindaco: il nostro fotomontaggio ci perde di fronte all’immagine desolata
e desolante da Lui indicata per la rettifica di copertina. E’ più significativa,
rende benissimo il concetto dell’invasività di un capannone, della sua capacità
di devastazione dell’ambiente.
E poi, soprattutto, ho pensato ai nostri lettori: é giusto e doveroso che
vengano portati a conoscenza di questa lettera e di questo caso.
A loro spetta in ultima analisi il giudizio finale di questo “Caso Villaga”.
Per quanto ci riguarda, infine, noi proseguiremo nella nostra inchiesta su tutta
l’area (questa volta parliamo della Val Liona) continuando a mantenere il
massimo equilibrio e la trasparenza.
Non siamo certo cultori dell’ecologismo fine a se stesso, né dei “talebani
dell’ambiente”. Sappiamo, e bene, che l’economia ha le sue regole e che senza
attività economiche c’é la miseria: quindi vogliamo solo e semplicemente, per
quel poco che possiamo fare, contribuire ad uno sviluppo del territorio che non
vada a danno (e non cambi i connotati) del nostro amato Bassovicentino.
Tutto qui, e non mi pare poco!
...l'articolo prosegue con il problema cava di S.Germano dei berici.
Articolo preso dal mensile "Il basso vicentino" di Giugno
2002
|