Boschi e sorgenti da salvare, cave, cemento e
asfalto da fermare.
Le propaggini meridionali dei Colli Berici scendono verso
sud fino all’abitato del Capoluogo e costituiscono lo sfondo affascinante
del municipio, della chiesa, delle scuole e degli impianti sportivi. Si
estendono, in territorio del Comune di Sossano, per circa cinque chilometri
quadrati, comprendendo paesaggi ricchi di bellezze naturali e di
testimonianze della nostra storia. Possono essere percorsi e ammirati
secondo tre agevoli itinerari principali.
Dalla Boschetta al Bosco Comunale
Il primo, ad ovest, sale lungo l’antica strada della Costa fino al Bosco
Comunale, realizzato negli anni Sessanta del secolo scorso dalla Forestale,
anche per merito di Romeo Mussolin, un concittadino da poco scomparso.
Comprende, a sud, l’incantevole area della Boschetta, che ha bisogno di
essere amata e protetta, e sul pendio nord-ovest il Bosco Comunale, il più
vasto del nostro territorio.
Verso il Monte della Croce
Il percorso centrale si snoda verso il Monte della Croce per proseguire
attraverso le Gaulivone fino ad ampie vallate ben coltivate, pendii boscosi
e belle abitazioni ristrutturate. Vi sono ancora terreni coltivati a
piselli, ulivi, viti, frutta. Dai luoghi più elevati la vista può spaziare
su un ampio panorama, ad oriente e a mezzogiorno. Purtroppo, la sommità del
Monte della Croce è stata aggredita per decenni da escavazioni imponenti e
poi lasciata in deplorevoli condizioni d’abbandono, senza efficaci
interventi di ripristino ambientale. Tutte le proposte di sistemazione per
attività di pubblico interesse sono, finora, naufragate di fronte ai diritti
della proprietà. Solo l’area di una piccola cava abbandonata sul fianco
ovest è stata sistemata con intelligenza e buon gusto da un simpatico
ospite, che ha trasformato la rustica abitazione esistente in una
sorprendente villetta immersa nel verde del bosco, degli ulivi, delle viti e
degli alberi da frutto. Uno splendido esempio di quello che si potrebbe e
dovrebbe fare per il ripristino ambientale.
Dalle Priare al Grumale L’itinerario orientale segue la strada pedecollinare delle Priare e della
Valle, porta al Grumale e alla bellissima zona tra il territorio di Sossano
e quello di Villaga, fino alle Riveselle. A metà percorso si apre la
spaventosa Cava delle Priare, in Comune di Sossano, alla fine vi sono le
incantevoli Riveselle, in Comune di Villaga, minacciate da altri interventi.
La cava delle Priare
Il segno più evidente, e preoccupante, di quello che l’avidità dell’uomo può
fare alla natura è certamente la squallida e paurosa parete della Cava delle
Priare: sorprende e sgomenta quanti dalla Riviera Berica arrivano a Sossano!
La coltivazione della Cava, autorizzata dalla Regione Veneto, nonostante
l’opposizione del Comune, era finalizzata e condizionata al ripristino
ambientale. L’autorizzazione sta per scadere, di ripristino non si vedono
segni credibili e si parla di ulteriore richiesta di coltivazione. Intanto
le mine e l’escavazione continuano, anche verso sud, dove non dovrebbe
essere consentito.
Le sorgenti
Nel passato lungo i tre itinerari c’erano numerose sorgenti; alcune erano
lodate fin dal 1400 per la qualità dell’acqua; altre avevano reso possibili
insediamenti fin dalla preistoria, specialmente in epoca romana e nei primi
secoli dell’era cristiana.
I quaderni del territorio, pubblicazioni curate dall’Assessorato alla
Cultura e dalla Biblioteca Civica, con la collaborazione del maestro Leonilo
Frison, illustrano il territorio di Sossano; molto interessante è il
quaderno è dedicato alla collina: La Boschetta e le sorgenti. Una nitida
cartina indica ben dodici sorgenti, alcune delle quali in posizioni
ambientali ricche di fascino e di fiori spontanei.Erano ancora tutte attive
ed utilizzate cinquant’anni or sono. Ora quasi tutte sono scomparse per il
dilagare delle cave, del cemento e dell’asfalto! Le poche rimaste rischiano
di scomparire perché l’incuria e l’abbandono portano alla dispersione delle
vene d’acqua. Alcune possono e devono essere salvate! La Fontanella de la
Crosarola o di San Michele, detta anche di Businaro, ricca d’acqua
eccellente, in luogo suggestivo e bucolico, è stata restaurata dal Comune
nel 1880.
Dopo oltre 120 anni ha urgente bisogno di cure. La Sorgente del Grumale con
la collegata Fontana de Boschiero ha (forse, aveva) una portata di tre litri
il secondo d’acqua con riconosciute qualità organolettiche. Nell’ambiente
umido creato dalla sorgente, negli anni Sessanta del secolo scorso è stato
effettuato un rimboschimento di conifere, tra le quali crescono abbondanti i
funghi; crescono spontanee specie come il sorbo domestico, la robinia, la
ruta e gli anemoni di bosco.
La Sorgente delle Priare, o di Bertola, raccoglie le acque delle sorgenti
Monte della Croce e della Casare. Le cave hanno pregiudicato l’assetto
idrogeologico della zona e ridotto la portata d’acqua, un tempo notevole, e
forse anche la qualità, nel passato apprezzata. Le Casare erano un
pittoresco gruppo di case, circondato da ricchi alberi da frutto, lungo un
torrentello alimentato dalla sorgente Sperugola. Ora la fontana è distrutta,
i viottoli d’accesso sono scomparsi per l’avanzare delle cave, le case sono
scomparse e il bosco selvatico ha ripreso possesso del territorio!
Articolo preso dal mensile "Il basso vicentino" di
Luglio
2002
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