Un comitato per Riveselle

Nel giugno scorso si è costituito a Villaga un comitato locale per la difesa del territorio, minacciato dalla possibile apertura di una miniera e dal sorgere di una vasta area industriale.

A spingere parecchi cittadini ad unirsi per portare avanti una lotta comune è la presa di coscienza che l’ambiente in cui si vive è sempre più pesantemente minacciato in nome di una falsa e immotivata necessità di progresso e di benessere. Il pericolo più imminente è rappresentato dal progetto di apertura di una miniera di marna in località Riveselle, che andrebbe ad alimentare un noto cementificio padovano. Il rischio è la distruzione di un habitat tra i più suggestivi dei Berici, in parte contraddistinto da bosco e in parte coltivato a vigneti di vino Doc, in un’area compresa tra Toara e Sossano, dove è già presente una cava che testimonia uno scempio ambientale.
 La bellezza e unicità della collina delle Riveselle è confermata dal vincolo posto dai Beni ambientali che l’hanno tutelata con una legge dello Stato ( la n° 1497/ 1939 ).
“Dopo l’uscita presso la villa Piovene di Toara, durante la manifestazione “Cantine aperte”, prima occasione per la raccolta di firme contro la miniera - spiega il presidente del Comitato Mario Pagliarusco - visto il notevole interesse sul problema ambientale dimostrato dagli intervenuti, abbiamo pensato di costituire un comitato che è stato regolarmente registrato.
In due mesi abbiamo dato vita ad un tesseramento (a pagamento) di 214 soci; ad una raccolta di 2105 firme contro la miniera (gli abitanti di Villaga sono 1850); ad un volantinaggio settimanale fatto casa per casa; a riunioni pubbliche ogni martedì; a un sito internet già funzionante ( www.comitatovillaga.org ); a una presenza costante e impegnativa a tutte le manifestazioni dove si poteva informare e raccogliere adesioni (tutto in soli due mesi).
Non solo agricoltori, studenti e pensionati, oltre ad associazioni di categoria e ambientaliste ( Italia Nostra, Lega Ambiente e WWF) ci hanno da subito sostenuto, ma siamo stati contattati con toni molto allarmati anche da artigiani, geologi, avvocati, architetti e urbanisti. Tra questi, numerosi hanno dimostrato forte preoccupazione per i rischi dell’insediamento della nuova zona industriale. Inoltre la gente ha espresso grande ansia per le sorti del paese di Belvedere e il desiderio di essere informata sugli sviluppi della vicenda.
Il comitato - continua il residente - fin da subito è stato aperto, trasparente e apolitico. Le riunioni si tengono ogni martedì alle ore 21 presso la sala Don Bosco a Belvedere ( in proposito, siamo in attesa di risposta da parte del Comune per l’utilizzo della sala degli Alpini).
Gli obiettivi del comitato, oltre all’aspetto informativo, sono tesi al coinvolgimento della popolazione non solo di Villaga ma anche di Sossano, la cui Amministrazione comunale negli anni scorsi ha già espresso un parere contrario al progetto di coltivazione delle Riveselle. Pertanto anche a Sossano il comitato sosterrà la raccolta di firme e il tesseramento. L’obiettivo di fondo dell’attività del comitato, in sostanza - conclude Mario Pagliarusco - è quello di far emergere una volontà comune di difesa del territorio con azioni anche clamorose come la mobilitazione della popolazione per manifestare e opporsi all’inizio dei lavori di escavazione. Inoltre si punta a sollecitare l’impegno delle forze politiche per la reale salvaguardia dei Berici e dell’intero territorio bassovicentino che rischia di essere stravolto da escavazioni, zone industriali e infrastrutture inutili come l’autostrada Valdastico sud”.

Giuliano Gambin


Articolo preso dal mensile "Il basso vicentino" di Luglio 2002