IL GIORNALE
DI VICENZA - Venerdì 31 Maggio 2002
La risposta di Villaga al primo
cittadino che ha chiesto sostegno per la battaglia legale
In 500 dicono:
sindaco resisti
Ora si
ricorre al Consiglio di Stato per bloccare una cava
di Cristina
Giacomuzzo
«Caro
cittadino, dimmi se vuoi che difenda a spada tratta la collina di Riveselle». In
500 hanno risposto «sì» al sindaco di Villaga. Luigi Padrin, prima di farsi
paladino di una fetta di verde nel Comune, ha spedito 634 lettere ai capi
famiglia per capire se intraprendere la battaglia finale, quella che terminerà
con il verdetto del Consiglio di Stato. Obiettivo: evitare che la collina
finisca sventrata per colpa di una cava. La padovana Cementizillo potrebbe
iniziare a breve l’attività di scavo, avendo ottenuto tutti i nullaosta
necessari. Il risultato del mini referendum a Villaga? «Praticamente unanime»,
sottolinea Padrin. In Comune sono arrivate quasi 500 lettere, tutte di conferma:
quella collina va salvaguardata. Di qui la decisione del sindaco di ricorrere al
Consiglio di Stato e la sua promessa: «Se, nel frattempo, la ditta dovesse
iniziare a scavare, partiranno le manifestazioni in strada per bloccare
l’attività». La vicenda. È datata 1998 la concessione rilasciata per
effettuare una ricerca mineraria nella collina a Villaga. Una ricerca che ha
avuto buon esisto visto che, successivamente, la ditta padovana ha inoltrato la
richiesta alla Regione per ottenere la concessione allo scavo.
Da quel momento, siamo alla fine del ’99, il via alla battaglia legale da parte
del Comune, a braccetto con i proprietari del terreno, i conti Piovene (per
legge, una volta ottenuti i nulla osta, i terreni possono essere espropriati).
Risultato? Da una parte c’è la Regione che ha dato il via all’escavazione
inserendo nel Piano d’area la futura cava. Dall’altra, c’è un vincolo fresco
fresco (è del 2001) che il ministero dell’Ambiente ha posto sulla collina.
L’ultima scena della battaglia è stata davanti al tribunale regionale
amministrativo, il Tar, che ha respinto la richiesta di sospensiva alla
concessione avanzata dal Comune, facendo "rivivere" l’autorizzazione regionale
che era stata messa in discussione con il vincolo ministeriale.
Il mini referendum. «La collina - spiega il sindaco Padrin -, è una parte
integrante di Villaga. Quella collina ci difende dalle cave di Sossano, ci fa da
barriera. Per questo, fino ad oggi, abbiamo fatto di tutto per difenderla,
ricorrendo subito alle vie legali e non badando a spese: siamo arrivati a circa
una trentina di milioni di lire. Non pochi per un Comune piccolo come il
nostro».
Il sindaco continua: «Ora, l’ultimo passaggio che definirà l’esito dell’intera
guerra: il ricorso al Consiglio di Stato. Prima di intraprenderlo mi è sembrato
doveroso chiedere il consenso e l’appoggio dei cittadini. E non è stata solo una
questione di soldi, ma di principio».
Qualità della vita. E così il sindaco ha indetto una sorta di mini
referendum, spedendo una lettera questionario ai capifamiglia, per ottenere la
"benedizione" dai suoi cittadini prima di affrontare l’ultima battaglia.
«Il nostro ambiente collinare - prosegue - in passato ha già sofferto troppo a
causa di aggressioni e speculazioni. Per questo, abbiamo deciso di gestire lo
sviluppo del territorio in maniera tale che tutti gli interventi siano
compatibili con la qualità della vita dei cittadini. Ecco, ad esempio, il
vincolo posto per la nuova area industriale: non potranno insediarsi attività
produttive inquinanti come la produzione di cementi e le concerie proprio perché
rifiutiamo la logica dell’incremento edilizio indiscriminato come solo elemento
fondante per il benessere economico del paese».
Il ricorso. Ottenuto il «sì» di maggioranza delle famiglie di Villaga
(«praticamente il 90 per cento», sottolinea Padrin), il Comune ha affidato
all’avvocato Ivone Cacciavillani di Strà il compito di ricorrere al Consiglio di
Stato per impedire che nella collina Riveselle sia aperta la cava.
Il ricorso però non impedisce il via ai lavori per l’escavazione: la ditta
Cementizillo spa ha tutte le carte in regola per chiedere di entrare in possesso
del terreno di proprietà dei conti Piovene. «Al primo segnale di attività -
annuncia il sindaco - tutta la popolazione si mobiliterà. Siamo pronti a
scendere per strada e a manifestare per difendere la collina».