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IL GIORNALE DI VICENZA - Venerdì 12 luglio 2002

Al corteo dell’altra sera a Montecchio M. distribuite 5 mila cartoline indirizzate a Galan

La protesta di un’intera valle

No alla centrale significa anche meno consumismo

di Arianna Guderzo

"Cartoline per Galan, cartoline per Galan...". Si è conclusa così, quasi con un monito a non dimenticare che lo zoccolo più duro non è ancora stato affrontato, la pacifica manifestazione che ha radunato l’altra sera in piazza Marconi a Montecchio Maggiore oltre 10 mila persone (questa la stima della polizia, anche se qualcuno ha azzardato 15 mila).
«Credo di non avere mai visto così tanta gente radunata nella piazza di Montecchio - ha commentato il sindaco di Arzignano, Gianfranco Signorin - Ricordiamoci che nulla può essere fatto senza il consenso della gente».
Rappresentanti politici provinciali e regionali, associazioni di categoria, sindacati e volontariato, oltre alle parrocchie, si sono ordinatamente lasciati scivolare lungo la statale, e poi attraverso le vie del centro, unendosi al coro del "No alla centrale" con il quale i Comitati si stanno sgolando da mesi.
Mancavano però i trenta rappresentanti di Forza Nuova, che radunatisi alle 19.30 al casello autostradale di Alte, hanno lamentato ieri, attraverso un comunicato stampa, l’impossibilità di accodarsi al corteo, «per evitare scontri che la controparte ("rossa") era ben lieta di provocare».
«Ci aspettavamo 5 mila persone - conferma Claudio Meggiolaro, portavoce dei Comitati, che ieri sera ha aperto il comizio - e invece sono state più del doppio. Si è finalmente capito che occorre andare oltre i confini partitici, costituendo un fronte comune, in una protesta che è popolare, cioè di tutti».
Accompagnato dall’assordante rumore di trombe, fischietti e tamburi, il fiume di persone si è ispessito strada facendo per l’affluenza continua di persone che sbucavano, praticamente senza fine, dalle vie interne del paese: giovani, anziani, ed intere famiglie con i bambini, "scortati" dai 67 trattori della Coldiretti.
In testa al corteo, con la fascia tricolore, c’erano quasi tutti i sedici sindaci che solo due settimane fa hanno sottoscritto quello che il sindaco Giuseppe Ceccato ha definito un «accordo storico, con il quale si sono superati gli antichi campanilismi: un documento che, oltre a dire no alla centrale, ci mette al riparo dalla possibilità di costruire l’inceneritore, impegnando il settore della concia a trovare soluzioni alternative per il problema dei fanghi, magari più costose, però innocue per la salute».
«È un'inversione di rotta anche per i politici locali: se fino a pochi anni fa la gente ci chiedeva di promuovere lo sviluppo industriale, oggi ci suggerisce di fermarci, ricreando ritmi di vita più sani, nella consapevolezza che andare oltre significa creare lavoro per chi viene da fuori. Ci troviamo di fronte ad un modo nuovo di gestire il territorio».
«Vedo molti giovani con le famiglie presenti qui questa sera - ha osservato don Egidio Girolimetto dal "palco naturale" ricavato sulla gradinata davanti al duomo - ed è a loro che mi rivolgo: dire no alla centrale oggi significa consapevolmente rinunciare all’utopia di uno sviluppo illimitato, e quindi dire sì ad una vita più sobria, rifiutando l’invito consumistico che quotidianamente ci viene proposto. Un grazie dunque ai Comitati, che sono la "coscienza" di questo no alla centrale, un no che sottende comunque un impegno da parte di tutti».
Al termine del comizio sono state distribuite le cartoline, 5 mila, con indirizzo e messaggio prestampato (un invito a Galan a «mantenere la parola data in campagna elettorale ad Arzignano»); e quindi la richiesta ai manifestanti, da parte dei Comitati, a rinunciare ad una giornata di lavoro «per accompagnare i sindaci in Laguna, fin sotto le finestre del presidente, per fargli sentire il nostro no, che solo ciechi e sordi non possono non sentire».
Alla manifestazione di protesta hanno aderito anche alcuni onorevoli, e circa trenta associazioni di volontariato. I Comitati, a poche ore dalla conclusione della protesta, stanno già pensando alla "visita" a Galan.
Premesse identiche, conclusioni opposte. L’Andos (Associazione donne operate al seno) dell’Ovest Vicentino risponde al presidente della "Euganea Energia", Valerio Bitetto, in merito alle critiche che l’Andos («non siamo un’associazione di casalinghe») aveva avanzato al progetto della centrale termoelettrica. «È vero quanto afferma Bitetto - dice il direttivo Andos - Le colpe dell’inquinamento non sono da affibbiare tutte alla centrale: ci sono anche scarichi del traffico, emissioni delle concerie e di altre attività. Ma proprio per questo, e consapevoli che l’inquinamento è una delle principali cause del sorgere del tumore, bisogna togliere fonti inquinanti, non aggiungerne, visto che già ce ne sono tante».
Soddisfazione per l’iniziativa dell’altra sera (e anche per l’appoggio degli organi di stampa) è stata espressa da cittadini e dal Comitato "No alla centrale". Anche qualche voce dissonante, per il poco spazio dedicato dal nostro Giornale: data l’ora tarda, di più non si poteva.
I consiglieri regionali di Rifondazione comunista, Maurizio Tosi e Pietrangelo Pettenò, hanno inviato una lettera aperta al presidente Galan, affinchè la Regione Veneto mantenga gli impegni contro la centrale. E l’on. Andrea Orsini, di Forza Italia, ha assicurato l’impegno per la tutela dell’ambiente: niente progetti nocivi alla salute dei cittadini. di Bepi De Marzi


Età media vent’anni, forse venticinque. Anni bellissimi, liberati nella sera d’estate lungo la statale valdagnese, poi nelle strade di Montecchio Maggiore fino alla scalinata del duomo. E il concerto dell’agile campanile, inventato genialmente quarant’anni orsono dall’ingegnere Fontana, liberato a suonare il lungo tramonto. Un corteo immenso, colorato, si può dire festoso? Certo, se non fosse che a unire migliaia di persone è stata la protesta, la rabbia, anche l’angoscia. Ma l’età media rassicura: questi ragazzi non cederanno al "Decreto sbloccacentrali".
I pochi carabinieri e i poliziotti si sono tenuti quasi in disparte, tranquilli, con i lunghi manganelli che avrebbero potuto fiorire e profumare di caprifoglio all’apparire delle stelle. Anche una giovane poliziotta, hanno mandato, carina, con i capelli neri raccolti. E i meno giovani tra le migliaia la guardavano incuriositi, vagamente ammirati.
Famiglie intere, con bambini e carrozzine e zainetti. Anche molti stranieri, soprattutto orientali. Gli indiani stanno imparando il dialetto vicentino dell’ovest. Sarà contento il Beggiato? E ragazze nostrane dalla pelle di latte accanto alle prime abbronzate nelle piscine del fine settimana. Innamorati che si tenevano per mano. Anni bellissimi, di speranza, d’amore. Un solo slogan: "No la centrale!". Ma non sono due?
I sindaci con la fascia tricolore, molti, tutti, da Crespadoro a Lonigo, da Montecchio a Brogliano. Finalmente le Valli unite. «Ci volevano le centrali a farci superare le antiche divisioni», dice il sindaco Ceccato. Il sindaco di Arzignano fa un discorso panoramico. Il sindaco di Montorso ricorda di essere stato il primo a opporsi al progetto. L’arciprete di Castello, con voce armoniosa, da "Fioretto di maggio", a nome di tutti i parroci assicura l’impegno della Chiesa vicentina in difesa della dignità della vita. Con lui c’è l’arciprete di Ognissanti, don Lucio Mozzo, che giorni fa ha dovuto sopportare le irate proteste dei fautori dell’opera. Ma non erano due le centrali?
Così nella sera di luglio. I grilli delle Canove e della Montorsina, nei prati ancora sani tra il Chiampo e il Guà, dove vorrebbero impiantare i mostri con le ciminiere, possono intonare la lunga attesa dell’alba. Domani potremo dire che eravamo in diecimila. E i trattori?
C’erano tanti trattori con luci e bandiere. Queste campagne martoriate dalla discariche, dal cemento e dal veleno dei fossi hanno ancora contadini coraggiosi e sapienti. Inventeranno proverbi per i loro figli, come hanno fatto i loro padri lungo i secoli.
Intanto il fieno d’agosto aspetta la pioggia. Il sorgo è già alto e ondeggia alle brezze. La vendemmia, ancora lontana, dovrà essere una festa della speranza.
 

 

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Ultimo aggiornamento: 08-10-02         Powered by Nuova Informatica