IL GIORNALE DI VICENZA - Venerdì 26 Luglio
2002
«Perché ogni Comune deve avere la zona industriale?»
La sostenibilità di progetti di sviluppo
economico industriale sparsi sul territorio a caso, senza un’idea generale
che regola il tutto, non è ideale. Attualmente si segue l’idea che ogni
Comune, anche piccolo, deve avere la sua zona industriale. Questo è
abberrante. Altrettanto senza senso è sentir dire i nostri politici «bisogna
dare sviluppo, costruire, stendere infrastrutture, dare lavoro ai nostri
disoccupati», come se ci fosse disoccupazione, in un tempo dove ci si rubano
gli operai. Attualmente si stanno costruendo tantissimi appartamenti
dappertutto, perché i Bot non rendono, le azioni sono in ribasso e rimane il
mattone. Ma chi ci mettiamo dentro? Forse gli extracomunitari che non
vogliamo, ma che sono ottimi da sfruttare sia come lavoratori che come
inquilini? Magari nelle case vecchie. Problema autostrade: aumenta il
consumismo, aumentano le automobili, aumentano i camion, aumentano i
furgoni. Conseguente è l’esigenza di strade nuove o vecchie. Altra
conseguenza: bisogna aprire nuove cave di pietrame di sottofondo per strade
e zone industriali, e per cementerie e calcifici.
Sono state quasi
autorizzate per questo l’escavazione del colle di Monticello a Ponte di
Barbarano vicino al centro paese e del colle di Riveselle a Villaga,
un’altra zona incontaminata e riserva. Sembra non sia bastata la lezione di
aver distrutto irreparabilmente i colli Euganei, ora si continua con i
Berici; gli esempi dei crateri di Sossano, Lumignano, Costozza sono la prova
della stupidità umana, che per soldi vende il proprio patrimonio. In
un’Italia piena di tante enormi montagne inutili, anonime e nascoste,
"qualcuno" sente l’esigenza di dare le autorizzazioni d’escavazione alle
piccole ditte locali che hanno la cavetta propria, dietro casa.
L’escavazione selvaggia del Brenta e il conseguente abbassamento di svariati
metri della falda acquifera potabile sta diventando un problema. Se ne è
accorta adesso anche la Regione. Canalizzazioni da irrigazione per gli
agricoltori, costate miliardi, adesso sono inservibili perché troppo alte
rispetto al livello di flusso. Ma allora ci si dovrebbe domandare: prima di
fare a caso, forse sarebbe meglio pensare al domani; al futuro che daremo ai
nostri figli, che non è fatto solo di soldi, ma di cose anche più
importanti. Gianni Padrin
Torri di Quartesolo