IL GIORNALE DI VICENZA - Martedì 15
ottobre 2002
Cave, i Berici aspettano il piano d’area
Si fa pressante la richiesta dei
cittadini. Una mozione della Provincia
(c.r.) No alle cave. Ma anche no a certi capannoni industriali. No ai Piani
regolatori che non rispettano sufficientemente l’ambiente. No allo
sfruttamento di un territorio che potrebbe rappresentare una ricchezza sotto
il profilo ambientale. Una lista di no, ma anche un elenco di proposte.
Arrivano dal Comitato di Villaga, un piccolo Comune sui Colli Berici che ha
cominciato la sua attività occupandosi della cava di Riveselle, ma che poi
ha deciso di andare oltre e di puntare sul recupero ambientale per
coinvolgere i cittadini e, non solo, su un tema importante. «Non ci
limitiamo alle proteste- puntualizza subito il presidente del Comitato,
Mario Pagliarusco- in questi mesi abbiamo disboscato alcuni sentieri per
migliorare l’accessibilità ai colli, abbiamo raccolto rifiuti abbandonati
lungo i margini delle strade. Una testimonianza di inciviltà ancora troppo
diffusa. E tutto questo per valorizzare i nostri colli che riteniamo un
autentico parco naturale, ma ultimamente minato... ». Da che cosa? Negli
Anni Novanta - secondo il Comitato- Villaga è stata oggetto di sei richieste
di concessioni minerarie di cui quattro concesse. « Senza dimenticare-
aggiunge il presidente- che la collina di Riveselle da un lato incornicia la
frazione di Toara e la sua campagna e, dall’altro, crea una vallata ricca di
vegetazione che rappresenta una vera oasi naturalistica. Lì sono presenti
fonti d’acqua che per decenni hanno rifornito l’acquedotto comunale ora non
più utilizzato, ma che danno ancora ristoro ai numerosi escursionisti che a
piedi, a cavallo o in mountain- bike, arrivano dai paesi circostanti. Senza
dimenticare che all'interno di questa vallata si snoda un antico percorso
che sale fino a Pozzolo e dove sono ancora visibili sulla roccia le tracce
scavate dalle ruote dei carri che per secoli hanno transitato in quelle zone
trasportando le merci». Insomma, si tratta di luoghi che hanno una memoria
storica di una civiltà rurale che nessuno vorrebbe dimenticare. Infatti
contro l’apertura della cava di Riveselle combattono l’Amministrazione
comunale con tutti i ricorsi che sono stati inoltrati in questi anni, i
proprietari della collina e anche il Comitato che ha già raccolto oltre
tremila firme ed ha intentato un contenzioso legale con Italia Nostra, il
Wwf e Legambiente. «Quello che ci sconcerta in questa vicenda- aggiunge il
portavoce del Comitato, Gastone Ugolin- è che la gente comune è costretta a
mobilitarsi e ad autotassarsi per sostenere un ricorso contro le istituzioni
che concedono queste autorizzazioni. Mentre dovrebbe essere una priorità
politica la tutela del territorio, dando finalmente attuazione al Piano
d’area sottoscritto da 18 Comuni e congelato in Regione». E proprio al
riguardo nei giorni scorsi la Provincia ha deciso di proporre una mozione da
approvare e poi inviare in Regione affinché il piano, presentato in laguna
oltre due anni fa, venga valutato dalla commissione consiliare in attesa poi
di un’ attuazione veloce e fattiva dal momento che i progetti non mancano.
Quest’ultima iniziativa è stata accolta da tutti i comuni e anche dai
rappresentanti della minoranza a Palazzo Nievo e sarà discussa nel prossimo
consiglio provinciale. «Ma le cave sui colli sono molte- aggiunge il
presidente-. A Sud dei berici sono trentadue: quattro di calcare per
l’industria, due per il cemento, quattro per la calce e ventidue di calcare
da taglio o meglio pietra tenera. Ed è proprio alla luce di questi numeri
che siamo contrari ad altre attività estrattive che creano danni
irreparabili all’ambiente e non garantiscono la ricomposizione del
territorio». Se la posizione sulle cave da parte del Comitato è chiara, i
componenti guardano oltre e pensano alla sviluppo industriale del Comune. «A
Villaga - spiega ancora Gastone Ugolin- si discute su una zona industriale
di oltre 40 ettari che deturpa una zona agricola di 108 campi nel cuore di
Villaga. Il progetto occupazionale pensato dall'attuale Amministrazione è in
netto contrasto con la domanda di lavoro nel nostro Comune che conta 1800
abitanti e dove la disoccupazione è praticamente inesistente. Da
sottolineare che un solo capannone occuperà una superficie di oltre 111 mila
metri quadrati. La struttura sarà alta oltre 12 metri e sorgerà a ridosso
dell’abitato nella frazione di Belvedere. Senza dimenticare che questa zona
si sviluppa in un’area ad alto rischio di esondazione». Che cosa fare? Il
Comitato propone una battaglia da proporre anche ai Comuni contermini in
modo che lo sviluppo sia congeniale ad un’area che prima di tutto deve
essere tutelata e poi sviluppata. «Il nostro Comitato non ha alcuna
appartenenza politica - conclude il presidente- vorremmo solo che i nostri
figli potessero vivere in un ambiente sano e non deturpato da scelte
sicuramente contestabili che non tengono in dovuta considerazione la natura
e il rispetto per l’ambiente».