IL GIORNALE DI VICENZA - Lunedì 21 Ottobre 2002

«Ma il paesaggio dei Colli Berici non va offeso oltre misura»

Ho letto le lettere del sindaco di Villaga e del presidente di Italia Nostra sul progetto di miniera alle Riveselle di Villaga. I Colli berici sono come l’impronta di una mano o come la zampa di un’aquila con i suoi artigli sulla piana del basso Vicentino; si può amputare un artiglio o un dito a cuor leggero? Queste digitazioni dei Colli Berici sono naturalmente i luoghi più belli paesaggisticamente, perché i più visibili, i più articolati, con più varietà di esposizione, morfologia e vegetazione. Si veda la lunga digitazione della collina di S. Pancrazio, che è lì vicina e parallela alle Riveselle. Certo che il materiale, in questo caso il calcare, è necessario per tante opere. Ma bisogna prenderlo dalle vallette interne, in luoghi nascosti delle colline, non in zona di vista aperta. Con un semplice addolcimento di versanti ripidi, di speroni rocciosi, si possono ottenere i milioni di mEtri cubi di materiale calcareo che serve sia per i rilevati, sia per la frantumazione, sia per la confezione del cemento. Nei Colli Berici sono in attività cinque grandi cave o miniere, che danno il materiale per ogni necessità, dopo che i monti Euganei sono stati esclusi dalle cave e miniere; ci sono anche due grandi cave in Comune di Albettone, che sono ancora propaggini dei Berici. Può essere che il materiale non basti; ma bisogna cercare di meglio, cioè senza offendere troppo il paesaggio dei Berici, che è zona di Piano d’area, cioè di particolare interesse della Regione. La salvaguardia delle falde acquifere non c’entra; è soprattutto un problema paesaggistico; oggi, un grandissimo "valore aggiunto".

Mariano Arcaro Vicenza