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IL GIORNALE DI VICENZA - Giovedì 24 Ottobre
2002
Si sforano i parametri, il Comune dice
stop e pensa all’ambiente. Le minoranze polemiche: lo scoprono solo adesso?
No a nuove cave ad Albettone
A breve, parere sull’ennesima richiesta:
poi tocca alla Regione di Cristina Giacomuzzo
Vicenza può estrarre 20 mila metri cubi di materiale. Così dice la legge
regionale. «Quella quota però è ampiamente superata solo dalle cave qui ad
Albettone per il 65 per cento». Parola di sindaco, Fulvio Dall’Armellina.
Ed è per questo che il «no» alle nuove richieste di apertura saranno forti e
chiari.
Il sindaco ha scritto una lettera ai residenti per annunciare che a breve il
consiglio dovrà esprimere un parere sulla nuova (l’ennesima), richiesta di
apertura di attività estrattiva. «Esprimeremo un voto contrario. Ma è giusto
ricordare che il Comune ha solo facoltà di un parere consultivo. L’ultima
parola spetta alla Regione».
Intanto, proprio quella lettera, in paese ha suscitato non poche polemiche.
A giorni si terrà un incontro tra maggioranza e minoranze per fare il punto
della situazione e vedere se è possibile arrivare a esprimere un voto
unanime. «Se davvero giunta e maggioranza sono contrari all’apertura di
nuove attività estrattive - annuncia il capogruppo del Carroccio, Leonardo
De Salvadori - siamo pronti a collaborare. Ma per fermare le cave non basta
una dichiarazione: bisogna manifestare, smuovere l’opinione pubblica».
Le cave. A fare il punto della situazione delle cave ad Albettone c’è
l’intera squadra del sindaco: il suo vice, Guerrino Faggion, l’assessore
Giovanni Pegoraro e il capogruppo di maggioranza della lista civica
Albettone 2000, Diego Marin. E spiegano: «In Comune ci sono già due cave
aperte. Alle due richieste ( vedi tabelle ) è già stato dato un parere
negativo inviato in Regione. Il 30 ottobre convecherò il consiglio comunale
per il terzo no».
Italia Nostra. Sullo stesso fronte, quello del «no alle cave», c’è anche
Italia Nostra che in un documento ricorda i numerosi vincoli che riguardano
il territorio comunale di Albettone. Perché allora nel documento dell’ente
ambientalista si polemizza con l’amministrazione? Si legge infatti: «C’è
sconcerto e rabbia della popolazione per la riapertura della cava di monte
Labbia in conseguenza ad una sciagurata politica dell’attuale
amministrazione. Ancora una volta, il Comune è stato più attento ad
accontentare gli investimenti economici che a preservare da disastrose
conseguenze ambientali».
L’opposizione. Anche l’opposizione polemizza con la maggioranza. Spiega il
leghista De Salvadori: «Non capiamo perché la giunta che negli anni scorsi
ha firmato una convenzione con la ditta proprietaria della seconda cava che
oggi è attiva ad Albettone (bloccando un iter giudiziario che era a nostro
favore) adesso si ponga a difesa del territorio. Non capiamo se sia solo una
"mossa" per poi comunque dare il via libera ai cavatori. Oppure se davvero
ci sia l’intenzione di difendere l’ambiente di Albettone».
Per chiedere spiegazioni e chiarimenti è stato fissato a giorni un incontro
con la maggioranza. Continua il leghista: «Chiederemo che in consiglio
comunale venga trattato al più presto la richiesta dell’ultima cava e sia
dato parere negativo. Un no che non sia solo tecnico, ma che faccia capire
come cambierebbe il paesaggio e l’ambiente di Albettone senza un monte.
Chiederemo poi che il Comune avvii una raccolta di firme contro le cave a
tutela del territorio e che vengano poi formalmente presentante in Regione.
Infine, che il Comune sia pronto ad azioni legali per fermare eventuali via
libera di commissioni e pure manifestazioni a Venezia: così si combattono le
cave, facendosi sentire».
La difesa . Il fatto che una convenzione tra Comune e ditta, la Sev srl, ci
sia è verissimo. Spiega il sindaco: «Abbiamo chiesto e ottenuto un accordo
con quella società che frutta alle casse comunali (350 mila euro (700
milioni di lire) all’anno. Infatti, oltre alle imposte dovute per legge, dai
cavatori arrivano altri 200 mila euro (400 milioni di lire) annui che noi
utilizziamo per scuole, opere pubblici e potenziamento degli uffici tecnici
comunali». A questo accordo, ricorda dall’Armellina, si è arrivati prima che
la Corte di Stato arrivasse alla sentenza: «Non avevamo grandi possibilità
di vincere e per questo abbiamo preferito ricaverne almeno qualcosa di
positivo dall’apertura dell’attività che sarebbe avvenuto comunque -
giustifica il sindaco -. Questo non vuol dire che ad Albettone ci sia il
disco verde alle cave».
Le potenzialità. Continua D’Armellina: «Albettone in termini estrattivi sta
fornendo materiale non solo per Vicenza, ma anche per altre province. Per
questo ho intenzione di chiedere un incontro con la Regione per capire se
intenda rispettare i vincoli o voglia farne un paese-cava. In realtà,
Albettone ha delle enormi potenzialità che stiamo già cercando di
valorizzare».
È cioè un paese che cresce: nella zona vicino alle scuole c’è una previsione
di variante al Prg per il recupero di una edificio industriale per
realizzare delle villette a schiera. In località Ponte dei Botti, poi, è già
stata cambiata la destinazione d’uso di un’area artigianale per realizzare
una nuova area produttiva destinata agli imprenditori locali. «Il paese deve
crescere anche sotto il profilo economico - spiegano dalla maggioranza - :
per questo abbiato detto sì al prolungamento della Valdastico, cercando di
tutelare il più possibile tutti. Un occhio di riguardo anche alla
valorizzazione del paesaggio, con un Piano che a breve vedrà la luce e pure
una rinnovata voglia di far ricordare Albettone non tanto per le cave,
quanto per il suo campo di motocross che può ospitare gare internazionali,
come anni fa ha già fatto».
Ma proprio su quel campo si vuole attivare un’attività estrattiva.
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