IL GIORNALE DI VICENZA - Lunedì 02 Dicembre 2002
E grazie ai frati di S. Antonio si rianima l’antico
eremo di Toara
di Valentino Varotto
Sembra che, oltre alle popolazioni primitive, monaci ed
eremiti siano stati i primi abitatori dei Colli Berici ed Euganei, quando
nei secoli medievali salirono le pendici dei monti per dare giusta quiete
alla loro vita di preghiera. A loro si attribuiscono insediamenti antichi,
ancora visibili, sulle sommità di questi colli posti nel mezzo della pianura
Padana.
A distanza di secoli, alcune settimane fa gli stessi motivi hanno condotto
un numero ridotto di frati, provenienti dalla Basilica di S. Antonio di
Padova, a rianimare e abitare l'eremo della Casa rossa, un'antica proprietà
dei conti Piovene, posta sopra il piccolo paese di Toara, nel comune di
Villaga. Certamente il luogo è suggestivo, protetto da un'insenatura dei
colli e alto abbastanza da considerarsi lontano dal traffico e dalla
confusione.
"La sede - spiegano i frati - è un ambiente ideale per coltivare momenti di
preghiera, raccoglimento e meditazione, soprattutto per i giovani novizi che
apprendono la vita religiosa".
Ma non mancano momenti di condivisione con le comunità locali:
l'inaugurazione dell'eremo, dedicato a Santa Maria di Betel, ha visto la
partecipazione di molta gente dei paesi dell’Area Berica, accorsi per
conoscere e esprimere simpatia nei confronti dei nuovi abitatori dell’eremo.
È stata poi concelebrata una messa nella chiesa parrocchiale di Toara, per
consolidare il legame di fede con la vicina comunità. E sulla rinnovata
presenza di luoghi di vita contemplativa sui Colli Berici, i più attenti
possono vedere una linea di continuità: nel tempo, inanellando le esperienze
eremitiche susseguitesi nei secoli, e nello spazio, ricostruendo un percorso
immaginario tra l'antico eremo di san Donato sopra Barbarano e i resti di
un'antica dimora di monaci sopra il colle delle Riveselle.
Per escursionisti e curiosi vale l'invito a visitare la zona, purché nel
rispetto e nell'osservanza del clima di spiritualità, che solo bene può fare
all'inquietudine del nostro tempo.