IL GIORNALE DI VICENZA - Venerdì 27 Dicembre 2002
Provincia e sindaci mettono in pausa le cave
È sospesa ogni decisione in ordine alla
richiesta di apertura e di ampliamento di nuove cave e miniere a cielo
aperto nei Colli Berici. La Provincia di Vicenza e i comuni del Basso
Vicentino si sono presi una "pausa di riflessione" ed hanno sottoscritto un
documento sulla problematica delle cave, per capire quali sono i fabbisogni
che il territorio ha e che può soddisfare senza danni per l’ambiente. «Siamo
fortemente orientati alla salvaguardia dell’ambiente - ha spiegato la
presidente della Provincia Manuela Dal Lago - sia sotto il profilo
urbanistico che quello paesaggistico. Ci preoccupano le numerose istanze di
apertura di nuovi cantieri in fase istruttoria negli uffici regionali, e non
vorremmo che i Colli Berici diventassero valvola di sfogo visto che i Colli
Euganei sono protetti da vincolo».
I Berici ospitano già circa 40 cave e miniere e se è vero che le cave a
cielo aperto sono quelle che determinano un impatto ambientale più negativo,
particolare attenzione deve essere riservata anche alle miniere, che,
favorite da una procedura autorizzativa privilegiata, vengono richieste
principalmente per aggirare la più restrittiva normativa sulle cave e
consentono l’estrazione non solo dei minerali "ricchi", ma di consistenti
quantità del cosiddetto materiale associato, come il calcare, utilizzato per
scopi edilizi e per calcifici.
Un occhio di riguardo viene invece riservato alla pietra di Vicenza che non
produce danni ambientali rilevanti ed è importante per l’economia
provinciale essendo estratta, lavorata e commercializzata per lo più da
imprese locali.
Cave e miniere a cielo aperto potrebbero invece portare conseguenze
deleterie all’ambiente berico, un vero patrimonio naturale, e che ancora si
può ritenere, per la maggior parte della sua estensione, incontaminato o
comunque ottimamente preservato. «Serve una adeguata pianificazione - dice
la Dal Lago - alla quale possiamo provvedere con il Piano provinciale delle
cave solamente dopo l’approvazione da parte della Regione del piano di
propria competenza. Nell’attesa non possiamo che tutelare il nostro
ambiente».
La sospensione di ogni decisioni è stata così stabilita fino alla
definizione di un piano generale di escavazione basato sulla programmazione
della quantità di materiale necessario in relazione a precisi fabbisogni
desunti da uno studio apposito approntato dalla Provincia e dai comuni, di
concerto con la Regione.
Hanno sottoscritto il documento la presidente Manuela Dal Lago e i sindaci
di Alonte, Luigi Tassoni, Albettone, Fulvio Dall’Armellina, Barbarano, Paolo
Bogoni, Grancona, Lino Casalin, Longare, Marco Carli, Orgiano, Lorenzo
Rezzadore, San Germano, Mirco Paccagnella, Sarego, Vittorino Martelletto,
Sossano, Silvio Regis, Villaga, Luigi Padrin, Zovencedo, Luigina Crivellaro.