IL GIORNALE DI VICENZA - mercoledì 12 marzo 2003
necrologi pag. 20
Convegno ad Agugliaro: così la Valdastico Sud potrà far sviluppare l’Area
Berica
Autostrada, per crescere
No ai nuovi insediamenti, migliorare l’esistente
( cri.gia .) «Siamo al tramonto del
modello economico del Nordest che ha reso famoso e ricco anche il Vicentino.
Ora non va più bene, è tempo di cambiare». L’Area Berica s’interroga e lo fa
prendendo spunto dalle novità sull’autostrada Valdastico Sud che, come è
stato ribadito l’altra sera in un convegno organizzato da Forza Italia ad
Agugliaro, dovrebbe essere sottoposta a giorni all’attenzione del presidente
del consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, per il via libera al decreto.
L’oratorio di san Bortolo in via Roma era gremito. Molti i sindaci del Basso
Vicentino e del Padovano intervenuti. Tra i relatori anche il consigliere
regionale Gaetano Fontana.
L’incontro è stato voluto da Fi non tanto per ribadire che l’autostrada, con
buona pace del Comitato anti Valdastico e associazioni ambientaliste, si
farà (prossima tappa: conformità urbanistica: per Fontana fra un anno
l’esecutivo potrebbe essere pronto. Il 20 marzo, invece, riunione del
coordinamento dei sindaci). Quanto per focalizzare su un altro tema
l’attenzione politica: come far crescere il territorio?
Il prolungamento dell’A31 prevede quattro caselli: Longare, Barbarano,
Agugliaro e Noventa.
Come trasformare tutto questo in opportunità?
Bisogna pensare al territorio, in particolare alle aree industriali. Un
argomento estremamente dibattuto in questi mesi. Il suggerimento di Paolo
Pellizzari, presidente del consiglio della Provincia di Vicenza, è quello di
ripartire proprio da quelle aree industriali.
«L’Area Berica non può diventare una
“Pedemontana bis” - dice - dove costruire capannoni che non trovano spazio
nell’Alto Vicentino. Quella dei capannoni, poi, era una logica che andava
bene negli anni Ottanta. Ora non più. Per esempio, per decidere su nuove
aree produttive non si deve più guardare solamente allo sviluppo
ecompatibile della zona, ma anche a quello sociale». Che tradotto
significa: se nell’Area Berica, tasso di disoccupazione vicino allo zero, si
danno il via libera a nuove industrie, i lavoratori arriveranno da fuori
zona. Allora il Comune dovrà fornire
non solo servizi per l’impresa, strade e vie, ma anche per i lavoratori
immigrati, quindi scuole e case.
Di qui la sfida che lancia Pellizzari: «Cominciare a pensare ad un nuovo
sviluppo economico basato sulla qualità piuttosto che sulla quantità».
Il sindaco di Agugliaro, Roberto Andriolo, suggerisce: «Puntare sul turismo
e sul terziario avanzato. Insomma, c’è lo spazio per inventarsi qualcosa di
diverso e per continuare a progredire».
Tutto questo però arriva troppo
tardi per Damiano Pagliarusco, unica voce fuori dal coro durante il convegno
di Fi. Lui è, infatti, componente del Comitato ambientale per la tutela di
Villaga. E spiega: «I politici avrebbero dovuto porsi queste domande in
contemporanea con il dibattito sul tracciato sulla Valdastico e non ora che
il prolungamento ci è stato imposto».