IL GIORNALE DI VICENZA - mercoledì 12 marzo 2003
provincia pag. 25
Barbarano. Il consigliere regionale di Fi Onorio De Boni è perplesso dopo il
via libera della giunta
Non convince l’ok alla cava
«Servono azioni comuni dei sindaci a difesa del
territorio»
di Emilio Garon
Il progetto di cava sul Monticello a
Barbarano, approvato lunedì scorso dalla giunta del Veneto, ha provocato
preoccupazione e irritazione negli ambienti del Basso Vicentino. Registriamo
in proposito un intervento di Onorio De Boni ( nella foto ), consigliere
regionale.
«Personalmente sono molto amareggiato per questa decisione, una inspiegabile
forzatura da parte della Giunta Regionale. A mio avviso, oltre alle presunte
irregolarità, c'erano elementi più che sufficienti e validi per rinviare la
delibera su questa vicenda. Ho raccolto la preoccupazione di tanti
amministratori, di tanta gente dell'Area Berica, la loro protesta mi auguro
si traduca in iniziative concrete».
«Ricordo - continua De Boni - che nel febbraio dello scorso anno ad una mia
interrogazione la giunta ha assicurato che sarebbero state svolte puntuali
verifiche sulla quantità e sul fabbisogno di materiale da cava, prima di
massacrare il nostro territorio. Promesse puntualmente disattese».
C’è anche un ordine del giorno votato in sede di finanziaria con il quale
viene stabilito che laddove non ci sia il parere favorevole della Provincia,
non sarebbero state rilasciate autorizzazioni.
Secondo De Boni oltre al caso di Barbarano, è tutto il territorio dell'Area
Berica in pericolo. «In questi giorni in commissione regionale sarà discussa
una delibera di ampliamento di una cava ad Albettone. Ormai lo scempio del
territorio sta colpendo ogni Comune: cave sono attive ad Albettone, Alonte,
Sossano, Orgiano, S. Germano, Meledo, Villaga, si prevedono ampliamenti e
inoltre altre località sono a rischio: stanno svendendo e distruggendo il
nostro territorio». «È indispensabile - conclude il consigliere regionale -
rispettare la volontà degli amministratori e della gente, salvaguardare
l'ambiente e la qualità della vita. Gli amministratori dell'Area Berica
devono agire, senza perdere tempo, solo con azioni determinate e programmi
comuni possono contrastare efficacemente questi attacchi distruttivi, e
realizzare lo sviluppo necessario per ridare senso e dignità a questa terra
ormai massacrata. Serve una volontà comune, azioni forti e incisive a tutti
i livelli, di proposta e di protesta».