IL GIORNALE DI VICENZA - giovedì 20 marzo 2003 pubblicita pag. 26

Barbarano. Dura da sette anni la battaglia attorno agli scavi a Monticello

Cava in regola, basta guerre

Il Tar dà l’ok due volte: il titolare scrive al sindaco

(p.e.) «Caro sindaco, abbiamo tutte le carte in regola. Adesso smettila di farci una guerra che è diventata una specie di persecuzione». Ha preso carta e penna dopo una battaglia durata sette anni, l’imprenditore Giulio Thiene, titolare con il fratello Giangiacomo del terreno con il progetto di cava al Monticello di Barbarano ( qui accanto la foto dall’alto ), e si è rivolto direttamente al sindaco Paolo Bogoni.
È una guerra infinita, quella sulla cava Monticello. Da una parte i proprietari della “Thiene costruzioni”, titolari del progetto che è stato vagliato e rivagliato in questi anni da enti locali, regionali, statali, magistrati amministrativi e penali. Dall’altra contro la cava (che inizialmente riguardava un progetto molto più vasto su gran parte del Monticello) ha sempre combattuto l’Amministrazione di Barbarano e il comitato Monticello, con scontri anche a colpi di manifesti appesi sui muri delle strade da una parte e dall’altra.
La svolta è venuta un mese fa. Il Tar del Veneto, che aveva già emesso un’ordinanza a favore dei Thiene nel 2001, ne ha emessa un’altra ai primi di febbraio. I giudici hanno preso atto che la Commissione tecnica regionale aveva dato parere favorevole al progetto di cava ancora nell’aprile di un anno fa, e hanno respinto l’opposizione del Comune di Barbarano secondo cui il voto della commissione non bastava a dar seguito al procedimento di approvazione della cava. E hanno ordinato all’assessore regionale Chisso di portare entro un mese in giunta regionale il progetto, fermo da un altro anno, minacciando in caso contrario la nomina del presidente Galan come commissario ad acta per l’approvazione del progetto al massimo entro un altro mese. E il 10 marzo è arrivata la delibera di giunta regionale.
Ma Thiene, nella lettera inviata al sindaco, ricorda anche altri passaggi del contestato progetto. Il sì della Provincia e poi, per ben due volte, della Commissione tecnica regionale. Il giudizio favorevole del Tar espresso in due occasioni, nel 2001 e un mese fa.
Ma resta «l’estrema resistenza, e mi chiedo fin dove legittima - scrive Thiene - del Comune di Barbarano e di lei, sindaco. Una opposizione che, se all’inizio poteva forse trovare giustificazioni di carattere generale, nel tempo si è sviluppata in autentico atteggiamento che mi sembra persecutorio ed esprime un accanimento irragionevole che travalica, a mio avviso, qualsiasi effettiva tutela di qualsiasi interesse della comunità». Thiene ricorda in particolare che il Comune di Barbarano per due volte ha cercato di spingere la Soprintendenza a porre un vincolo paesaggistico sul Monticello, e poi è arrivato «alla ancora più fantasiosa denuncia-esposto alla procura, contro ignoti, per presunte irregolarità nelle decisioni della commissione regionale» oltre che «a innumerevoli altre iniziative a livello locale, per intralciare o comunque ritardare il provvedimento autorizzativo».
L’impresa quindi chiede al Comune di sotterrare l’ascia di guerra e tentare una trattativa.
Quale trattativa? Come detto, le carte sono in regola: la cava per 2 milioni e 400 mila metri cubi di materiale è autorizzata. La “Thiene costruzioni” ha però dato la disponibilità a sistemare a parco verde i 90mila metri quadri di terreno che resteranno all’esaurimento della cava e offrirli gratis al Comune. «In ogni caso, sono disponibile a una trattativa», scrive Thiene al sindaco. La palla passa al Comune.