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IL GIORNALE DI VICENZA - domenica 23 marzo 2003 provincia
pag. 24
Barbarano. Consiglio comunale compatto e forti critiche
per il sì dato dalla Regione
Tutto il paese col Comune per ribadire il
no alla cava
di Emilio Garon
Affollatissimo il municipio di Barbarano (sorvegliato pure da 6
carabinieri), attento e allarmato il pubblico che ha assistito alla seduta
straordinaria del consiglio comunale. Un unico e scottante argomento
all’ordine del giorno: l’approvazione da parte della giunta regionale del
Veneto all’apertura di una cava di calcare nel colle di Monticello.
Il sindaco Paolo Bogoni ha ripercorso in maniera sintetica i passi salienti
di un iter durato sette anni, tra progetti e ricorsi, proteste e denunce.
Anni che hanno visto la ferma e determinata opposizione delle varie
Amministrazioni comunali e dei cittadini, costituitisi in un comitato forte
di oltre 4000 firme. Dubbi sono stati espressi anche sul merito della
decisione, sulle motivazioni, sulle procedure.
Il sindaco ha anche evidenziato i pesanti disagi ed i gravi pericoli che
l’inizio dell’attività estrattiva porterà alla gente ed ai comuni della
Riviera Berica: basti pensare ad esempio ai camion che transiteranno per le
inadeguate strade della zona, dagli 80 ai 100 mezzi al giorno. Tra gli
interventi, non una voce fuori dal coro: ferma contrarietà alla cava.
Severino Malfatti della minoranza ha sottolineato la «vergogna della
Regione, che non ha rispettato la volontà e le esigenze del territorio e dei
cittadini». Anche la consigliera Tarsilla Fanton ha fatto notare come la
partecipazione dei cittadini sia un segno dello sconforto e della
preoccupazione che si vivono a Barbarano: «Gli interessi privati non devono
essere anteposti alle nostre bellezze naturali».
L’assessore Ermanno Dalla Rosa, riferendosi alle osservazioni del cavatore
che ha accusato il sindaco di essere «colpevole di opporre estrema
resistenza» al progetto di cava, ha voluto ribadire come questo
atteggiamento sia «un onore per l’onestà amministrativa e un dovere verso il
paese ed i cittadini. La cava non è un’opera di pubblica utilità».
Il consigliere Giuliano Franceschetto ha sottolineato gli sforzi e l’impegno
delle varie Amministrazioni comunali, puntando l’indice verso i
rappresentanti politici regionali e nazionali della zona, protagonisti di
una responsabile e complice latitanza. Più concreto il vicesindaco Flavio
Magrin, il quale ha precisato che, nonostante le possibilità di azione e
contrasto siano apparentemente limitate, non sarà esclusa alcuna possibilità
per bloccare o annullare la delibera della Regione: i legali sono già al
lavoro.
Il sindaco ha dato la parola anche ad alcuni cittadini. Andrea Spaliviero,
portavoce del comitato di difesa di Monticello, ha annunciato che il
comitato si trasformerà in associazione Onlus con il nome di Comitato per la
difesa di Barbarano, «per opporci con forza all’atto grave ed illegittimo
della Regione, anche perché non rispecchia i diritti e la volontà dei
cittadini. Il quartiere che si estende ai piedi del colle subirà gravi danni
socio-ambientali ed economici. Il comitato intende tutelare i cittadini con
ricorsi, azioni legali, manifestazioni».
Il sindaco ha letto anche la lettera che il cavatore gli ha inviato; e, pur
apprezzando i toni educati e concilianti dell’imprenditore, ha respinto ogni
proposta, chiarendo anche che la proposta di cessione del terreno ad
estrazione finita è già stata respinta dal consiglio comunale di Barbarano.
Infine, è stata messa ai voti la mozione che sollecita il sindaco e la
giunta ad orientare l’azione amministrativa alla tutela degli interessi
pubblici che il contestato provvedimento rischia di compromettere, e di
attivarsi per la tutela degli interessi nelle varie sedi. La mozione è stata
approvata all’unanimità.
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