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IL GIORNALE DI VICENZA - martedì 23 marzo 2004
provincia pag. 24
Sossano. Un incontro
È allarme cave Gli ambientalisti fanno il punto sulla
normativa
di Enrico Bisognin
«Esprime una certa preoccupazione -
afferma il presidente dell'associazione Tutela Area Berica Antonio Boraso -
il nuovo Piano Regionale di Attività di Cava adottato dalla giunta
regionale. La proposta di Piano ha quattro obiettivi: la tutela ed il
recupero ambientale, la razionalizzazione delle cave e la vigilanza
dell'attività estrattiva.
Obiettivi lodevoli però desta preoccupazione l'obiettivo di voler
razionalizzare le cave limitando il numero di nuovi siti estrattivi ed
individuando la possibilità di estrazione solo in bacini estrattivi
esistenti. A Sossano è presente da più di venticinque anni la cava "Priare"
e se si decide di non voler creare nuove cave, ma di mantenere quelle già
esistenti, Sossano potrebbe conservare la sua, con risultati disastrosi
all'ambiente che più volte sono stati illustrati dall'associazione T.A.B.».
Attualmente le cave per calce nel Basso Vicentino sono tre: due a VILLAGA e
una a Sossano e i dati su quest'ultima non sono confortevoli. Basti pensare
che su una superficie di 87.500 mq, il volume autorizzato all'escavazione è
di un milione e mezzo di metri cubi.
«Guardando i dati del dicembre 2002 divulgati dalla Regione tramite il Piano
- prosegue Boraso - resta un residuo di escavazione di 831.000 metri cubi
fermo restando che i vincoli paesaggistico ed idrogeologico non sono stati
rispettati e che il Comune di Sossano, ha guadagnato poco dalla situazione
rispetto ad altri Comuni. Noi vogliamo che l’autorizzazione estrattiva che
scade a dicembre 2004, non venga rinnovata».
A Sossano si parla di cave (f. b.) A meno di un mese dalla scadenza del
termine per la presentazione delle osservazioni al piano regionale delle
attività estrattive, Comitato ambientalisti del Basso Vicentino, Italia
Nostra e Verdi fanno gioco di squadra.
Domani sera incontro pubblico in municipio a Sossano (e non a Orgiano come
scritto erroneamente ieri) alle 20,30 per definire le iniziative contro un
piano definito «parziale e poco chiaro che non tutela certo un'Area Berica
dal ben poco invidiabile primato dell '85% di cave attive di calcari per
cemento dell'intero territorio regionale e superiore al fabbisogno».
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