IL GIORNALE DI VICENZA -  domenica 11 aprile 2004 provincia pag. 19

Sossano. «I Colli Berici sono già molto penalizzati»

E Italia Nostra boccia il piano CAVE regionale

di Felice Busato

«Il Piano Regionale per le attività di Cava va rifatto in quanto liberalizza il settore e non persegue la riduzione programmata dei fabbisogni». Dopo il parere contrario della Provincia anche la sezione Medio e Basso Vicentino di Italia Nostra assieme ai vari comitati ambientalisti dell'area ha bocciato con decisione un Prac «gravemente insufficiente e contrastante con la legge regionale 44/82». Lo fanno con una serie di motivazioni illustrate nei giorni scorsi nella sala muncipale di Sossano.
«L’area dei Colli Berici pur essendo sottoposta a numerosi vincoli ha subito enormi interventi a Sossano, Campolongo dei Berici, Villaga, Meledo, Monticello di Barbarano e attualmente sopporta il 54% di tutto l’estratto nel Vicentino con quantitativi ricavati destinati in larga parte alla vendita in altre Regioni o all’esportazione estera», ha constatato Antonio Verlato di Italia Nostra.
La maggior preoccupazione riguarda le CAVE di prestito per le grandi opere pubbliche e il probabile proliferare di queste ultime con i numerosi, imminenti progetti (Valdastico Sud, Pedemontana Veneta, Alta Velocità e Passante di Mestre) «le cui enormi quantità di materiali necessarie alla realizzazione delle infrastrutture comporterebbero un vero e proprio scempio dei Colli Berici che vanno tutelati col passaggio da semplice "ambito di tutela" ad "ambito di salvaguardia" e la conseguente inibizione dell'attività di cava, fatta eccezione per la pregiata pietra bianca da taglio».
Tra i numerosi punti contestati del Prac vi sono i dati riguardanti il fabbisogno considerati «assolutamente gonfiati e non corrispondenti alle reali necessità». Poi le gravi lacune per quanto concerne l'analisi dei materiali, soprattutto calcari ed assimilati. E ancora. La possibilità d'escavazioni in falda ed il conseguente inquinamento idrico che ne conseguirebbe e le pesanti ripercussioni sulla viabilità.
Il documento regionale a detta di Italia Nostra «non contempla poi altri punti cruciali come il parere vincolante della Soprintendenza nel caso d'attività estrattive poste in aree di pregio ambientale o storico-artistico, l'obbligo di controlli delle attività, la necessità di attuare adeguati recuperi ambientali per fasi parallele e consequenziali alla coltivazione della cava». Da qui «la necessità di una nuova legge regionale che regolamenti un settore da anni abbandonato a sé stesso».
«L’attuale dissennata proliferazione di zone industriali nel Basso Vicentino conseguente e in aggiunta al prolungamento della Valdastico e al Tav si sta ritorcendo contro i promotori e sostenitori di queste opere e di questa derivante pioggia di capannoni che necessitano tutti di materiale di cava: il Prac e le sue pericolose insensatezze sono un segnale forte e tangibile dello squilibrio e del dissesto che si sta innescando ai danni del nostro territorio Veneto e particolarmente del Basso Vicentino», ha sottolineato Franco Bruzzo, presidente del Comitato Tutela del territorio di Orgiano e Asigliano.