IL GIORNALE DI VICENZA -lunedì 31 gennaio 2005 provincia
pag. 17
Area Berica. Un documento dei comitati di tutela del territorio contro le
escavazioni selvagge
«La Regione voti il piano delle cave»
«Il canone di concessione deve essere impiegato nel
ripristino»
di Lino Zonin
I Comitati di tutela dei comuni di Orgiano, Asigliano,
Barbarano, Sarego, Sovizzo e VILLAGA si stanno mobilitando per sollecitare
da parte della Regione l'approvazione del Piano Cave. Gli attivisti seguono
quindi con interesse la discussione della legge in collegato alla
Finanziaria, relativa alla nuova disciplina sulle miniere che verrà discussa
prossimamente in Consiglio regionale.
In proposito il coordinamento dei Comitati ha emesso un documento per
riepilogare le posizioni emerse dalle recenti mobilitazioni popolari attorno
alle questioni della miniera di Sovizzo e della miniera Costa Benedetta di
Meledo.
«Il Piano - si legge nella nota - dovrebbe avere tra gli obiettivi
prioritari l'individuazione dei siti a tutela dei problemi ambientali, ma
anche il compito di stabilire le quantità di materiale effettivamente
necessario, con l'intento di eliminare il mal costume che vede il materiale
della nostra regione servire anche per altre regioni italiane quasi il
Veneto fosse la cava d'Italia. È molto importante che passi in Consiglio
Regionale l'articolo di legge contenuto nel collegato alla finanziaria e già
visto dalla Commissione. Il parere della Provincia, però, non deve essere
solo obbligatorio ma «anche vincolante», sia per le cave che per le miniere.
Infatti, se non vi sarà questo fondamentale passaggio, c'è il forte rischio
che tutto vada a finire nel dimenticatoio, tenuto anche conto che ormai
mancano poche sedute dell'attuale Consiglio prima delle prossime elezioni
regionali e che pertanto, diviene indispensabile che l'argomento venga
discusso come collegato alla legge Finanziaria Regionale tra la fine di
gennaio e la prima decade di febbraio».
«Inoltre riteniamo molto pericoloso quanto affermato al comma 3 della legge,
dove si parla del versamento che i concessionari debbono corrispondere, a
titolo di canone di concessione, ai comuni interessati dall'attività
estrattiva. In questo modo non si garantisce a sufficienza che tali
versamenti vengano utilizzati a solo ripristino dell'area e si rischia di
aprire la strada all'uso devastante del territorio per rimpinzare le casse
comunali, vista la drastica riduzione dei finanziamenti dello Stato ai
comuni».
Il giorno in cui il Consiglio regionale discuterà l'argomento, i comitati
saranno presenti a Venezia per sostenere le loro posizioni. Domani di cave e
miniere se ne discuterà in Consiglio provinciale.