Antologia area berica
"D'ora in avanti lo sviluppo non va più inteso come rapina o spreco del territorio... I sindaci si trovano in mezzo ad interessi speculativi locali a cui non sanno dire di no, mettendo a rischio lo sviluppo e il benessere futuro dei nostri figli" (Manuela Dal Lago, Presidente della Provincia di Vicenza, a un Convegno a Noventa Vicentina sullo sviluppo - Il Basso Vicentino, Settembre 2002)
"E' ovvio che le strade servono, perchè il territorio è stato utilizzato senza regole, ma è altrettanto vero che non possiamo più andare avanti così. Serve una vera, seria pianificazione sovracomunale che arrivi a concentrare grandi aree produttive, che possono poi essere servite da uno scalo merci ferroviario, ma anche da aree verdi, servizi e altro. (...) Si dovrebbero bloccare tutti i progetti di aree industriali sotto i 3 milioni di metri quadrati e senza uno scalo ferroviario. Dobbiamo guardare all'immediato: bisogna spostare il carico dalla gomma alla rotaia." (Franco Masello, coordinatore dell'Area infrastrutture dell'Associazione Industriali - Il Giornale di Vicenza 5/12/2002).
"I sindaci del nostro territorio hanno grosse responsabilità, dal momento che ragionano solo in termini comunali, ignorando il vocabolo sistema. Ognuno di loro cerca di fare il proprio interesse. Per quanto riguarda ad esempio le aree, noi imprenditori non le vogliamo da ogni parte come si vuol far credere: sono i sindaci che le propongono per ragioni evidenti. Noi, semmai, abbiamo il problema della manodopera che non si trova. E' pertanto inutile creare nuove fabbriche se la disoccupazione è al 2%. Se si progettano nuovi insediamenti produttivi, il ricorso alla manodopera straniera è d'obbligo. Allora bisognerà prima di tutto chiedere ai cittadini se sono d'accordo e poi costruire alloggi per extra-comunitari, asili, scuole e, se necessario, moschee. Di conseguenza, se manca la manodopera, è del tutto inutile progettare nuove aree produttive, ma caso mai prediligere una produzione di qualità e non di quantità" (Renzo Belcaro, Presidente Regionale Associazione Piccola Industria e Vicepresidente Nazionale CONFAPI - Il Basso Vicentino, Novembre 2002)
"Basta vedere come siamo messi oggi nel Basso Vicentino, basta viaggiare sulla Riviera Berica. Tutti i progetti e le opere vanno avanti con tempi vergognosamente lunghi. 22 Comuni del Basso Vicentino hanno progettato 22 aree industriali: è un modo per frammentare e distruggere il territorio, per sprecare risorse" (Giuseppe Zigliotto, Presidente dei Giovani Industriali del Veneto e del raggruppamento Area Berica - Il Giornale di Vicenza 5/12/2002)
"Un altro esempio ci viene dalla Valdastico, dove bastano due camion che si superano per paralizzare il traffico (Valentino Ziche, Presidente degli Industriali vicentini - Il Giornale di Vicenza 5/12/2002)
"Quelli che vogliono fare il sindaco per fare gli affari, e sono tanti, sono il 90%, probabilmente avrebbero preferito che non arrivasse la Lega Nord che, invece, si mette a difendere il territorio e non vuole sentire parlare di tangenti. La politica locale è ammalata di tutta una serie di affari permessi dalla legge, quindi bisogna modificare queste cose e dare trasparenza al sistema. Dove siamo anche in Regione abbiamo messo fine alle mani sulla città e sul territorio da parte dei sindaci. Spesso e volentieri, del meccanismo delle varianti ai piani regolatori, fanno carne da porco. Legalmente mettono le mani sul territorio e distruggono tutto quanto" (Umberto Bossi, Ministro per le Riforme - La Padania 21/4/2002)
"Io un'idea, non dimostrata, ma plausibile, ce l'ho. Penso che le aziende situate in zone ormai sature, ad esempio nella Valle del Chiampo, siano alla ricerca di un area d'espansione in cui trovare spazio disponibile e prezzi favorevoli. Se questo è il disegno generale, occorre prestare la massima attenzione per impedire che un simile modello di crescita, pericoloso e ormai obsoleto, venga esportato nell'Area Berica" (Domenico Verlato, ex-sindaco di Pojana Maggiore Il Giornale di Vicenza 2/2/2003)
"Popolazione preoccupata per le nuove aree produttive previste nei piani regolatori di Asigliano, Orgiano e Villaga. Le recenti, sproporzionate estensioni delle aree industriali porteranno alla costruzione di nuove zone residenziali e di nuove strade. "Gli effetti negativi richiamano altri effetti negativi" aggiunge Livio Zerbinati, Presidente dell'Istituto di Studi e Ricerche Storiche e Sociali. C'è quindi da chiedersi: come mai, da alcuni anni, gli occhi della Regione sono puntati sul Basso Vicentino? "Forse perchè - continua Livio Zerbinati - il mitico Nordest ha dimostrato di non essere più così mitico. La zona è ormai congestionata, il miraggio del benessere economico ha condotto ad uno stile di vita "malsano" e ad una qualità della vita che, a causa di un inquinamento sempre maggiore, una cementizzazione sempre più selvaggia, un traffico sempre più congestionato, non è decisamente fra le più alte". Naturale quindi che gli interessi, come fa notare il sociologo Vladimiro Soli, si spostino verso aree ancora incontaminate e che ci sia il tentativo, da parte di alcuni, di "alleggerire" il nordest a scapito della zona dei Colli Berici. E questo chiarisce quindi perchè un paese di soli ottocento abitanti come Asigliano, abbia progettato un'area produttiva "faraonica" di 350.000 mq. Le vaghe, generiche promesse e rassicurazioni dell'amministrazione, che esclude il rischio "concerie" non convincono nessuno" (Il Gazzettino, 11/1/2003) |