Nel
1997 l’amministrazione adotta una variante per destinare ad attività
produttive un’area di 395.175 mq corrispondente ad una azienda agricola ( di
più di 100 campi vicentini) recentemente acquistata dalla ditta Rappo
prefabbricati, variante approvata dalla regione veneto nel 1998 con alcune
modifiche, ovvero la riduzione dell’area a mq 337.994, la prescrizione di
realizzare un bacino di espansione delle acque piovane in prossimità dello
scolo Saonega, essendo tale area vincolata dalla legge 431/85 per la sua
importanza idrogeologica, (zona di esondazione pedecollinare), e
l’allargamento e sistemazione della viabilità esistente, che dovrebbe essere
realizzata prima del rilascio dell’agibilità alle nuove costruzioni, ovvero
prima dell’inizio di qualsiasi attività produttiva.
Questa
operazione che determina tutte le successive, è sicuramente discutibile,
come fatto rilevare a suo tempo dai consiglieri di minoranza e dalle tre
osservazioni presentate da cittadini ed enti, poiché sembra dare risposta
esclusivamente alle richieste di una singola ditta (che producendo
prefabbricati in c.a., ha come legittimo interesse la moltiplicazione della
possibilità di costruire capannoni industriali indipendentemente da
qualsiasi altra valutazione), la scelta del sito risulta determinata
esclusivamente dalla proprietà e non da considerazioni sulle caratteristiche
dell’area ed è sicuramente sproporzionata nelle dimensioni, (in una fase
dell’economia caratterizzata da deindustrializzazione e delocalizzazione).
Possiamo fare anche un’ulteriore considerazione sulla politica urbanistica
del comune di Villaga, nella stessa variante viene proposta la
trasformazione da Piano di lottizzazione privato a Piano di iniziativa
pubblica della zona D1 (loc. Fogomorto) prevista e mai realizzata dai
proprietari, la scelta sarebbe corretta ma c’è da immaginare che a fronte
della disponibilità di lotti nella lottizzazione Rappo tale zona non sarà
mai realizzata, perché non più necessaria. Forse si poteva esaurire le
possibilità edificatorie delle aree già previste prima di compromettere una
zona agricola di pregio.

La
successiva approvazione nel 2001 del piano di lottizzazione presentato dalla
ditta Rappo, che interessa una superficie di mq 335,819, con una superficie
coperta da edifici prevista di mq 164.345 ( circa 23 campi da calcio), il
progetto colpisce in particolare per le dimensioni possibili del capannone
destinato alla produzione di prefabbricati di 111.657 mq coperti (circa 16
campi da calcio o 29 campi vicentini) ed una analoga superficie scoperta
destinata a stoccaggio e movimentazione di materiali, di cui quello
realizzato e solo una porzione avendo una superficie coperta di 15.044
(appena 2 campi da calcio) ed un’altezza di 12,15 mt.
Rimaniamo perplessi anche sul bacino di espansione previsto dal piano di
lottizzazione, (per il quale la regione aveva richiesto una capacità di
60.000 mc) con una superficie indicata di 20.000 mq ed una capacità di
60.000 mc, ovvero un laghetto con una profondità media di 3 mt adiacente
allo scolo Saonega nuova, che comporta una modifica non indifferente
dell’equilibrio idrogeologico di una zona delicata.
Nel
2001 viene anche approvato il progetto dell’attuale capannone, per il quale
la ditta Rappo ha richiesto una deroga a quanto già concordato nella
convenzione del piano di lottizzazione, motivata dall’urgenza di trasferire
la propria attività, a tale richiesta l’amministrazione ha prontamente dato
risposta con due delibere nelle quali concede alla ditta Rappo di realizzare
ed utilizzare l’edificio prima di realizzare le opere di urbanizzazione
previste, in cambio dell’impegno a realizzare la rotatoria, richiesta dalla
provincia tra via Dante e la S.P. n°8 Berico-Euganea, nei tre anni
successivi alla data della delibera n°49 del 08/06/2001, tale rotatoria sarà
comunque necessaria soprattutto alla ditta Rappo visto il tipo di produzione
che comporta mezzi di trasporto particolarmente ingombranti.
Quest’ultima
vicenda ci fa supporre che la ditta lottizzante non avrà urgenza di
realizzare le opere di urbanizzazione previste, nonostante gli impegni
concordati con l’amministrazione, in tal caso auspichiamo che
l’amministrazione riconsideri la situazione tenendo conto anche delle
istanze provenienti dalla popolazione.