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La recente costruzione del capannone nella futura zona industriale di via Dante a Villaga, che ha impressionato la popolazione del basso vicentino per il suo impatto visivo, deriva da una serie di atti amministrativi che può essere utile portare a conoscenza dei cittadini, visto che sovente le amministrazioni locali non brillano nella capacità di interloquire direttamente con i propri amministrati e si limitano agli atti dovuti, verso i quali purtroppo la popolazione mostra scarso interesse.

Superficie zona industriale 335.819 mq (pari a 47 campi da calcio, 108 campi vicentini)

Superficie prevista coperta da edifici 164.345 mq (pari a 23 campi da calcio, 53 campi vicentini)

Superficie di un singolo capannone 111.657 (pari a 16 campi da calcio, 29 campi vicentini) con un’altezza di 12,15 mt.

Zona a rischio esondabile con un paese a 500 metri

Abitanti di Villaga 1800, superficie per abitante 185 mq

Nel 1997 l’amministrazione adotta una variante per destinare ad attività produttive un’area di 395.175 mq corrispondente ad una azienda agricola ( di più di 100 campi vicentini) recentemente acquistata dalla ditta Rappo prefabbricati, variante approvata dalla regione veneto nel 1998 con alcune modifiche, ovvero la riduzione dell’area a mq 337.994, la prescrizione di realizzare un bacino di espansione delle acque piovane in prossimità dello scolo Saonega, essendo tale area vincolata dalla legge 431/85 per la sua importanza idrogeologica, (zona di esondazione pedecollinare), e l’allargamento e sistemazione della viabilità esistente, che dovrebbe essere realizzata prima del rilascio dell’agibilità alle nuove costruzioni, ovvero prima dell’inizio di qualsiasi attività produttiva.

Questa operazione che determina tutte le successive, è sicuramente discutibile, come fatto rilevare a suo tempo dai consiglieri di minoranza e dalle tre osservazioni presentate da cittadini ed enti, poiché sembra dare risposta esclusivamente alle richieste di una singola ditta (che producendo prefabbricati in c.a., ha come legittimo interesse la moltiplicazione della possibilità di costruire capannoni industriali indipendentemente da qualsiasi altra valutazione), la scelta del sito risulta determinata esclusivamente dalla proprietà e non da considerazioni sulle caratteristiche dell’area ed è sicuramente sproporzionata nelle dimensioni, (in una fase dell’economia caratterizzata da deindustrializzazione e delocalizzazione).

Possiamo fare anche un’ulteriore considerazione sulla politica urbanistica del comune di Villaga, nella stessa variante viene proposta la trasformazione da Piano di lottizzazione privato a Piano di iniziativa pubblica della zona D1 (loc. Fogomorto) prevista e mai realizzata dai proprietari, la scelta sarebbe corretta ma c’è da immaginare che a fronte della disponibilità di lotti nella lottizzazione Rappo tale zona non sarà mai realizzata, perché non più necessaria. Forse si poteva esaurire le possibilità edificatorie delle aree già previste prima di compromettere una zona agricola di pregio.

 La successiva approvazione nel 2001 del piano di lottizzazione presentato dalla ditta Rappo, che interessa una superficie di mq 335,819, con una superficie coperta da edifici prevista di mq 164.345 ( circa 23 campi da calcio), il progetto colpisce in particolare per le dimensioni possibili del capannone destinato alla produzione di prefabbricati di 111.657 mq coperti (circa 16 campi da calcio o 29 campi vicentini) ed una analoga superficie scoperta destinata a stoccaggio e movimentazione di materiali, di cui quello realizzato e solo una porzione avendo una superficie coperta di 15.044 (appena 2 campi da calcio) ed un’altezza di 12,15 mt.

Rimaniamo perplessi anche sul bacino di espansione previsto dal piano di lottizzazione, (per il quale la regione aveva richiesto una capacità di 60.000 mc)  con una superficie indicata di 20.000 mq ed una capacità di 60.000 mc, ovvero un laghetto con una profondità media di 3 mt adiacente allo scolo Saonega nuova, che comporta una modifica non indifferente dell’equilibrio idrogeologico di una zona delicata.

 Nel 2001 viene anche approvato il progetto dell’attuale capannone, per il quale la ditta Rappo ha richiesto una deroga a quanto già concordato nella convenzione del piano di lottizzazione, motivata dall’urgenza di trasferire la propria attività, a tale richiesta l’amministrazione ha prontamente dato risposta con due delibere nelle quali concede alla ditta Rappo di realizzare ed utilizzare l’edificio prima di realizzare le opere di urbanizzazione previste, in cambio dell’impegno a realizzare la rotatoria, richiesta dalla provincia tra via Dante e la S.P. n°8 Berico-Euganea, nei tre anni successivi alla data della delibera n°49 del 08/06/2001, tale rotatoria sarà comunque necessaria soprattutto alla ditta Rappo visto il tipo di produzione che comporta mezzi di trasporto particolarmente ingombranti.

Quest’ultima vicenda ci fa supporre che la ditta lottizzante non avrà urgenza di realizzare le opere di urbanizzazione previste, nonostante gli impegni concordati con l’amministrazione, in tal caso auspichiamo che l’amministrazione riconsideri la situazione tenendo conto anche delle istanze provenienti dalla popolazione.

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elenco industrie insalubri

 

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Ultimo aggiornamento: 17-02-03         Powered by Nuova Informatica